Sicurezza sul lavoro: cosa dice normativa su abbigliamento?

24/01/2020

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La normativa sulla sicurezza sul lavoro – ovvero l’ormai noto D.Lgs. 81/08 – comprende precise indicazioni a proposito dell’abbigliamento da indossare quando si svolgono attività ‘a rischio’.

Settori come l’edilizia, l’industria chimica, la logistica, ma anche professioni apparentemente ‘tranquille’ come l’estetista o il parrucchiere, richiedono, infatti, un abbigliamento adatto a proteggere il lavoratore da eventuali incidenti o infortuni. Secondo la vigente normativa sulla sicurezza sul lavoro, è compito del datore di lavoro fornire l’equipaggiamento necessario per svolgere tali mansioni in modo sicuro: tute protettive, guanti, caschi, ginocchiere… insomma, tutto ciò che viene classificato come DPI.

DPI è una sigla che sta per Dispositivi di Protezione Individuale: all’interno di tale definizione, rientra una vastissima gamma di articoli, tra i quali troviamo, appunto, vari accessori e capi di abbigliamento.

A tal proposito, la normativa sulla sicurezza sul lavoro parla chiaro: se, da un lato, il datore di lavoro è obbligato a fornire tutto il necessario ai suoi dipendenti, dall’altro, i membri dello staff sono tenuti ad indossare correttamente i DPI durante lo svolgimento delle mansioni considerate più ‘pericolose’.

 

Scarpe antinfortunistiche: caratteristiche e vantaggi



Un chiaro esempio di DPI sono le scarpe antinfortunistiche, vale a dire quelle calzature realizzate appositamente per proteggere il piede dell’operaio, del carpentiere, ecc. dall’impatto con oggetti pesanti, dagli urti, dal contatto con agenti chimici o con materiali appuntiti, e via di seguito. 

Dunque, sono tenuti ad indossare scarpe antinfortunistiche tutti quei lavoratori che sollevano carichi, oppure che operano all’interno di cantieri, stabilimenti industriali ed altri luoghi ritenuti ‘a rischio’.

Le scarpe antinfortunistiche, per essere considerate tali, devono possedere le seguenti caratteristiche:
 
  • puntale di sicurezza;
  • suola antishock e antiscivolo;
  • resistenza agli oli minerali;
  • lamina antiforo;
  • tomaia idrorepellente;
  • protezione antistatica.
 


Tute protettive per i lavoratori del settore chimico



Tra gli svariati DPI menzionati dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro, figurano anche le tute protettive indossate dagli operai del settore chimico, farmaceutico, petrolchimico, ecc.. 

I lavoratori che operano a contatto con sostanze chimiche potenzialmente nocive (ad es. liquidi corrosivi) devono, infatti, proteggersi dal rischio di contatto: schizzi, rovesciamenti accidentali, ecc..

Pertanto, secondo la legge, l’azienda stessa deve fornire loro tutto il necessario per lavorare in sicurezza: dalla tuta protettiva (realizzata con materiali resistenti agli agenti chimici) ai guanti, passando per mascherina, scarpe antinfortunistiche ed altre protezioni su misura per ogni specifica attività.



Come scegliere l’abbigliamento antinfortunistico?



La scelta dell’abbigliamento da lavoro antinfortunistico dipende da vari fattori: dai rischi peculiari di un determinato settore o di una specifica mansione (ad es. addetto al carico/scarico di furgoni) alla praticità degli indumenti, che dovranno risultare il più possibile confortevoli e, dunque, ergonomici.

Ad ogni modo, se non possiedi le competenze necessarie per individuare i DPI più adatti da fornire al tuo staff, o se hai bisogno di chiarire eventuali dubbi a proposito della normativa sulla sicurezza sul lavoro (e, in particolare, sulle disposizioni inerenti all’abbigliamento antinfortunistico), puoi rivolgerti ad azienda specializzata, come Estense Consulting di Ferrara, per una consulenza tecnica.

In questo modo, sarai certo di rispettare tutte le norme contenute nel D.Lgs. 81/08 e potrai svolgere, quanto più serenamente, le tue attività produttive, senza rischiare di incappare in gravi sanzioni!
 



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